Dallo Stato sociale keynesiano al Codice del Terzo Settore: tutto quello che devi sapere sulla crisi del Welfare, la Legge 328/2000 e il nuovo volontariato. Appunti completi per la maturità con collegamenti interdisciplinari.
Welfare State: nascita, splendore e primo crepuscolo
Se stai preparando l'orale di Scienze Umane, questo è uno degli argomenti più richiesti dai commissari. Perché? Collega storia, diritto, economia e pedagogia sociale in un unico quadro. Partiamo dalle basi: il Welfare State (o Stato sociale) è quel modello di organizzazione politica in cui lo Stato assume la responsabilità diretta del benessere dei cittadini, garantendo protezione sociale contro i rischi della vita (malattia, disoccupazione, anzianità).
Il modello classico nasce in Gran Bretagna con il Report Beveridge del 1942 e si consolida nel secondo dopoguerra sull'onda keynesiana. I tre pilastri del sistema beveridgiano sono: assicurazioni sociali (previdenziali), assistenza sociale (per i non autosufficienti) e servizio sanitario nazionale. In Italia, il Welfare si sviluppa tardivamente rispetto all'Europa settentrionale, con la Costituzione del 1948 (artt. 2, 3, 29, 31, 32, 38) che ne sancisce i principi, ma con una realizzazione effettiva solo dagli anni Sessanta in poi.

La crisi del Welfare: quando lo Stato sociale scricchiola
Ecco il punto dove molti studenti si perdono: perché un sistema che ha garantito pace sociale e coesione è entrato in crisi? La risposta non è semplice, ma la data chiave la devi ricordare: 1973, anno del primo shock petrolifero.
Le cause strutturali della crisi
La crisi del Welfare non è un evento improvviso, ma il risultato di fattori concomitanti:
- Crisi economica e stagflazione: la fine del Keynesismo e l'inflazione galoppante degli anni Settanta riducono le risorse pubbliche;
- Invecchiamento della popolazione: aumentano i "carichi" (pensionati, anziani non autosufficienti) mentre diminuiscono i "contributori" (lavoratori attivi);
- Disoccupazione di massa: strutturale e giovanile, erode la base contributiva dei sistemi previdenziali;
- Criticità del modello burocratico: lo Stato diventa inefficiente, paternalista, incapace di rispondere ai bisogni differenziati.
Da qui nasce la critica neoliberista (Hayek, Friedman): lo Stato non deve più essere il monopolista della protezione sociale, ma deve lasciare spazio al mercato e alla società civile. In Italia, questo si traduce nella legge n. 328 del 8 novembre 2000, la riforma fondamentale che cambia il paradigma: dallo Stato erogatore allo Stato garante e regolatore.
La svolta: Legge 328/2000 e il principio di sussidiarietà
Questa è la legge che devi citare assolutamente all'orale. La Legge 328/2000 ("Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali") introduce tre rivoluzioni:
- Sussidiarietà orizzontale: lo Stato non fa tutto da solo. Entrano in gioco Regioni, Comuni, ma anche privati profit e Terzo Settore. Lo Stato "stipula patti" con questi soggetti per erogare servizi;
- Personalizzazione: i servizi non sono più standardizzati, ma calzati sul singolo individuo (Progetto Personalizzato);
- Rete dei servizi: superamento dell'assistenza in istituto (gli antichi manicomi e riformatori) in favore del territorio e della comunità.
Trucco mnemonico: ricorda la formula "3P" per la 328: Personalizzazione, Partnership (con il privato), Progetto (di vita).
La legge sancisce il passaggio dal Welfare State al Welfare Mix (o Welfare Pluralismo): una rete integrata dove convivono Stato, mercato, famiglia e Terzo Settore.
Il Terzo Settore: chi è il "terzo" tra Stato e Mercato
Se lo Stato è il primo attore e il Mercato (profit) è il secondo, il Terzo Settore è quell'area vastissima dell'economia sociale che comprende associazioni, cooperative sociali, mutue, imprese sociali e fondazioni.
Le caratteristiche distintive sono:
- Finalità civiche, solidaristiche e utilità sociale: non perseguono profitto per gli associati, ma benessere collettivo;
- Autonomia organizzativa: sono private, non dipendenti dalla Pubblica Amministrazione;
- Democraticità: i soci hanno pari diritti ("una testa un voto"), indipendentemente dalle quote di capitale;
- Rinnovo gratuito delle cariche: limitazione della distribuzione degli utili (al massimo 20% per legge).

Il Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017)
Dopo anni di frammentazione normativa, arriva il grande riordino: il D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117, meglio conosciuto come Codice del Terzo Settore. Entrato in vigore progressivamente dal 2017 al 2019, introduce la figura giuridica unitaria dell'Ente del Terzo Settore (ETS).
Le cinque tipologie di ETS
Devi sapere distinguerle:
| Tipologia | Caratteristiche principali | Esempi pratici |
|---|---|---|
| ODV (Organizzazioni di Volontariato) | Esclusivamente attività di volontariato gratuito, iscritte al Registro Regionale | Croce Rossa, Emergency, Caritas |
| APS (Associazioni di Promozione Sociale) | Attività culturali, ricreative, formazione civica; possono avere attività economiche accessorie | ARCi, Acli, associazioni culturali locali |
| Imprese Sociali | Svolgono attività d'impresa con finalità sociali; possono distribuire utili limitati (massimo 50%) | Cooperative sociali di tipo A (assistenza) e B (inserimento lavorativo) |
| Fondazioni | Dotazione patrimoniale destinata a scopi di utilità sociale | Fondazione Cariplo, Fondazione Agnelli |
| Reti associative | Consorzi e reti tra gli altri ETS per gestire servizi complessi | Consorzi di cooperative sociali |
R.I.A.S. e Runts
Due acronimi da memorizzare:
- R.I.A.S. (Repertorio Imprese Attività Sociali): è il registro nazionale dove devono iscriversi le imprese sociali per acquisire la qualifica;
- RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore): attivo dal 2021, è la banca dati nazionale che sostituisce i vecchi registri regionali per ODV e APS.
Attenzione: la riforma del Terzo Settore ha introdotto anche la figura del volontario (art. 5 D.Lgs. 117/2017), distinto dal lavoratore: il volontario non ha un rapporto di lavoro subordinato, ma agisce per libera scelta in modo gratuito e non occasionale.
Schema riassuntivo: dall'assistenza all'integrazione
Riassumiamo con un confronto storico utile per l'orale:
| Dimensione | Welfare State Classico (1945-1975) | Welfare Mix (dal 2000) |
|---|---|---|
| Attore principale | Stato Centrale | Rete di soggetti pubblici e privati |
| Principio | Universalità e uguaglianza | Sussidiarietà e personalizzazione |
| Destinatari | Cittadini (passivi) | Utenti (attivi, co-protagonisti) |
| Legge chiave | Legge 153/1975 (deistituzionalizzazione) | Legge 328/2000 e D.Lgs. 117/2017 |
| Tipologia intervento | Prestazioni monetarie e istituzionali | Progetti personalizzati, domiciliarità, lavoro sociale |
Collegamenti interdisciplinari per l'orale
Ecco come collegare questo argomento con le altre materie, fondamentale per il colloquio multidisciplinare:
- Diritto: Art. 2 e 3 Cost. (diritti inviolabili ed eguaglianza sostanziale); Titolo V Cost. (poteri regionali in materia di assistenza sociale); Diritto europeo (programmi ESF+ per l'inclusione);
- Economia politica: Keynes vs Hayek; Stagflazione anni '70; Economia sociale di mercato; Bilancio dello Stato (spesa pubblica e deficit);
- Pedagogia: Pedagogia sociale (marginalità, disagio giovanile); Educazione alla cittadinanza attiva (preparare cittadini capaci di partecipare al Terzo Settore);
- Storia: Tre Italie (F. Amatori); Dopo il '68 (movimenti del volontariato); Grande Recessione 2008 (impatto sui servizi sociali);
- Filosofia: Liberalismo (Rawls, teoria della giustizia come equità); Communitarismo (Etzioni, importanza della comunità); Etica della responsabilità (H. Jonas).
Spunto per l'orale: "Il passaggio dalla crisi del Welfare al Terzo Settore rappresenta non solo un cambiamento economico, ma una trasformazione antropologica: il cittadino non è più oggetto di assistenza passiva, ma soggetto attivo della propria emancipazione sociale."
FAQ: le domande più frequenti all'orale
Qual è la differenza tra sussidiarietà verticale e orizzontale?
La sussidiarietà verticale riguarda la ripartizione dei compiti tra Stato, Regioni e Comuni (dal basso verso l'alto). La sussidiarietà orizzontale (introdotta dalla Legge 328/2000) riguarda invece il rapporto tra Stato e soggetti privati (Terzo Settore): lo Stato sussidia (sostiene) l'azione privata quando questa è più efficace.
Cosa significa che il Terzo Settore è "non profit"?
Non significa che non può avere utili (plusvalenze), ma che questi non possono essere distribuiti agli associati, soci o dirigenti. Devono essere reinvestiti per il perseguimento delle finalità statutarie di utilità sociale.
Che differenza c'è tra cooperativa sociale di tipo A e B?
Le tipo A gestiscono servizi socio-sanitari, educativi e assistenziali (es. centri diurni, comunità alloggio). Le tipo B svolgono attività produttive agricole, industriali, commerciali o di servizi con l'obiettivo prioritario di inserire lavorativamente persone svantaggiate (disabili, ex detenuti, dipendenti da sostanze).
Cos'è il R.I.A.S. e perché è importante?
Il Repertorio Imprese Attività Sociali è l'anagrafe nazionale delle imprese sociali. L'iscrizione è necessaria per accedere a benefici fiscali, finanziamenti pubblici e per poter partecipare agli appalti sociali (art. 55 D.Lgs. 50/2016 sul Codice Appalti).
Come collego il Terzo Settore con l'attualità?
Puoi citare il Pnrr (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza): molte risorse del Missione 5 (Inclusione e coesione) passano attraverso il Terzo Settore per contrastare povertà educativa e disagio giovanile. Oppure menziona l'impatto dell'inflazione 2022-2023 sulle famiglie e il ruolo dei Food Bank (Banco Alimentare) come esempio di ETS.
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